L'idea per cui la Grande Guerra rappresenti uno "spartiacque del mondo contemporaneo" è ormai assodata nella storia tout court (Gibelli, 1991, p. 43). Meno indagate sono, invece, le ripercussioni che il primo conflitto bellico mondiale ebbe sulla scuola del tempo. Una fonte preziosa per esplorare questo terreno è rappresentata certamente dai libri di scuola scritti e pubblicati in questo periodo. Da queste considerazioni muove il contributo che si presenta in questa sede, il quale si concentra sulla produzione per la scuola e la gioventù realizzata da un personaggio illustre della letteratura italiana per ragazzi: Luigi Bertelli. Il noto autore di Gian Burrasca e fondatore del periodico per ragazzi Il Giornalino della Domenica, scrisse numerosi testi destinati alla scuola e alle nuove generazioni durante la prima guerra mondiale. Il presente contributo intende esaminarli, per la prima volta, in modo analitico e puntuale, al fine non solo di restituire un'immagine più articolata del Bertelli autore ed educatore, ma anche di offrire un contributo alla comprensione di quella vera e propria pedagogia della guerra promossa negli anni del primo conflitto mondiale.
Parole-chiave:
prima guerra mondiale; Italia; scuola; infanzia; manuali scolastici; Luigi Bertelli
Didascalia dell'immagine, p. 11: "È di Filiberto Scarpelli e s'intitola Arma la prora. Sull'acqua verdognola, divisa in mille onde, solcata da mille strisce di candida spuma, si avanza una stranissima flotta; in ogni nave il ragazzo, che è al tempo stesso capitano e equipaggio, urla agitando una bandiera. La nave è fatta con un pezzo di carta, non si sa come l'equipaggio possa rimanervi sopra: ma le grandi conquiste della prima giovinezza si compiono sempre così, con uno slancio di fede e di entusiasmo, con un supremo disprezzo per i mezzi materiali che devono servire al conseguimento del fine. Quando si vuole si arriva sempre! E il lieto grido di questi improvvisati equipaggi sembra l'eco di tutto il clamore che in questo mese si leva lungo le sponde del nostro mare, invaso da una popolazione di ragazzi. L'artista ha reso con grande semplicità di mezzi, e la consueta efficacia, il movimento e il significato della scena marinaresca".
Didascalia di corredo dell'immagine, p. 9: "Su, su, in alto i bei palloncini dai fulgidi colori, in alto come i bei sogni della nostra giovinezza italica, come i voti buoni e forti che le anime allietate ancora dai sani entusiasmi lanciano nel mondo azzurro dell'avvenire [...] I tre bimbi han dato filo ai loro tre palloncini e li tengono a una medesima altezza, come i colori della bandiera nostra che essi salutano sempre con gioia perché ha i colori più belli, più vivi [...] Il disegno, nel quale è tanta spontaneità di sentimento, è di Aleardo Terzi, uno dei migliori artisti italiani, e s'intitola: Palloni dirigibili. Dove diretti? I nostri lettori, esperti di questa scienza aereostatica e profondi conoscitori dei mondi azzurri ch'essa fa spaziare le anime giovani, lo sanno bene."







